WhatsApp è ormai un'estensione della nostra voce: lo usiamo per rilassarci, lavorare, divertirci, organizzare la spesa o per scoprire una scappatella. Ma attenzione, perché quando l'amore scricchiola, ogni parola digitata può trasformarsi in un'arma processuale.
Un "Tieniti la casa!" o un "Non voglio i tuoi soldi" lanciati alle 2 di notte tra rabbia ed adrenalina non restano solo sfoghi: possono valere come veri e propri impegni giuridici.
O almeno tanto risulta dalla sentenza in commento.
LA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI CATANZARO
Con la pronuncia n. 1620/2025, il Tribunale di Catanzaro ha riconosciuto valore legale a un accordo tra ex coniugi raggiunto… via chat. In particolare, l'ex marito – durante uno scambio di messaggi di fuoco, durante la fase che anticipava la separazione - aveva scritto su WhatsApp di voler pagare da solo il mutuo della casa familiare; l'ex moglie, in cambio, afferma di voler rinunciare all'assegno di mantenimento.
Un patto informale, dunque, ma chiaro e inequivocabile. Tanto che i giudici hanno deciso di revocare un decreto ingiuntivo da quasi 21 mila euro, che l'uomo aveva ottenuto nei confronti della ex per il rimborso del 50% delle rate del mutuo.
In pratica per il Tribunale basta la doppia spunta blu, altro che firme autenticate.-
NON UN CASO ISOLATO
Il precedente non è isolato: già il Tribunale di Padova, in un'altra occasione, aveva dato piena validità a uno scambio di e-mail tra ex coniugi riguardante la divisione di un immobile. "Il tenore della comunicazione appare inequivoco e coerente", aveva scritto il giudice.
TRA RISCHI ED OPPORTUNITA'
Questa apertura giurisprudenziale è innovativa, ma rischiosa. Innovativa, perché riconosce che anche i mezzi di comunicazione quotidiani possano contenere veri e propri accordi giuridici.- Rischiosa, perché in assenza di una volontà espressa con modalità precise diventa più facile litigare sulla reale portata di quelle parole.
E c'è di più: nel caso di Catanzaro, il Tribunale ha ammesso la testimonianza del figlio per confermare l'accordo. Una scelta che accende i riflettori su un rischio grave: trasformare i figli da soggetti da proteggere a strumenti di prova nei contenziosi economici dei genitori. (cosa che, purtroppo, già accade, molto spesso e non andrebbe enfatizzata).
CONCLUSIONI
D'ora in poi, in Tribunale varrà una regola spietata: tutto quello che scrivi potrà (e verrà) usato contro di te, una variante moderna di quello che per decenni abbiamo sentito nei telefilm americani, solo che al posto del procuratore col doppiopetto gessato e la brillantina effetto "cascata di cemento armato", così facendo ci troveremo davanti un Magistrato che sfoglierà gli screenshot in formato A4, potendo decidere su mutui, mantenimenti e persino custodia del cane… partendo da partendo da un like, un cuore o quell'emoji del maialino che non ricordavi nemmeno di aver inviato!
Tuttavia, lo scrivente manifesta tutte le sue perplessità su questa pronuncia. Un accordo prematrimoniale, di separazione o di divorzio – per avere reale solidità giuridica – dovrebbe fondarsi su una volontà piena, consapevole e regolarmente formatasi, frutto di una scelta ponderata e non di un impulso momentaneo. Possiamo davvero dire lo stesso per un messaggio scritto di fretta su WhatsApp?
E se quella frase fosse stata buttata lì da un coniuge in un momento di rabbia, sconforto o come estrema arma per liberarsi dell'ex? La linea tra promessa vincolante e sfogo emotivo rischia di diventare pericolosamente sottile.
Avv. Michelealfredo Chiariello Iscritto all’Ordine degli Avvocati di Trani e presidente della Camera dei Giuslavoristi di Trani. Patrocinante in Cassazione e Giurista Ambientale. Opera in tutti i rami del diritto, sia in ambito giudiziale che stragiudiziale. Collabora con le più importanti piattaforme giuridiche online, oltre ad essere autore di numerosi articoli ivi pubblicati. Ideatore e responsabile dei siti www.avvmichelealfredochiariello.it e www.studiolegalechiariello.it, nonchè ideatore e fondatore del progetto giuridico “Il periscopio del diritto”, di cui è autore e responsabile.