Autovelox 2025: il nuovo censimento nazionale MIT, i profili di legittimità delle sanzioni e il rapporto tra omologazione e approvazione
1. Introduzione: una svolta epocale per la trasparenza dei controlli di velocità
Dal 30 novembre 2025 è online sul portale ufficiale velox.mit.gov.it la lista nazionale degli autovelox censiti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT). Da questa data, solo i dispositivi registrati possono emettere sanzioni valide. Si tratta di un passaggio storico, destinato a incidere profondamente sulla certezza del diritto, sulla tenuta del contenzioso e sul ruolo degli enti accertatori. Contestualmente, il MIT ha pubblicato un documento ufficiale che interviene nel dibattito giuridico sull’interpretazione delle procedure di omologazione e approvazione, chiarendo la loro equivalenza funzionale ai sensi dell’art. 192 del Regolamento CdS (D.P.R. 495/1992).2. Censimento nazionale degli autovelox: i dati ufficiali MIT
Con un iter atteso per anni, il MIT ha reso pubblico l’elenco di tutti i dispositivi regolarmente comunicati tramite piattaforma. Totale dispositivi censiti: 3.625, così ripartiti:- 3.038 gestiti da Polizie Locali, Provinciali e Città Metropolitane
- 586 gestiti dalla Polizia Stradale (inclusi sistemi Tutor)
- 1 dispositivo censito dall’Arma dei Carabinieri
3. Normativa di riferimento: Codice della Strada e decreti MIT 2025
La disciplina dei controlli automatici di velocità si innesta principalmente sull’art. 142 CdS, che impone:- uso di apparecchiature debitamente omologate;
- corretta installazione e taratura;
- possibilità di rilevazione automatica senza contestazione immediata se il dispositivo è conforme.
- dal D.I. n. 73/2025, che ha istituito il censimento nazionale;
- dal Decreto direttoriale MIT n. 305/2025 e dal Decreto dirigenziale n. 367/2025, che hanno disciplinato la piattaforma telematica e fissato il termine del 28 novembre per l’invio dei dati.
4. Sanzioni emesse da autovelox non censiti: la nullità assoluta
Le multe elevate da dispositivi non registrati nel portale MIT sono nulle per legge.4.1. Nullità per vizio originario
Il vizio deriva dall’assenza stessa del titolo abilitativo: l’autovelox non è autorizzato a operare.4.2. Dati obbligatori nel verbale
Per essere valido, il verbale deve riportare:- matricola del dispositivo
- modello e versione
- estremi del decreto MIT (omologazione/approvazione)
- esatta ubicazione (strada, km, direzione)
5. Omologazione e approvazione: l’intervento del MIT e il conflitto con la Cassazione
Il tema dell’omologazione è tornato centrale dopo alcune pronunce della Cassazione, tra cui l’ordinanza n. 10505/2024, che hanno ritenuto invalide sanzioni emesse con dispositivi approvati ma non omologati.5.1. La posizione del MIT (lettera del 21 novembre 2025)
Il Ministero chiarisce che:- l’art. 192 Reg. CdS configura due procedure alternative: omologazione o approvazione;
- non esiste un obbligo generalizzato di omologazione;
- sin dagli anni ’90 la prassi amministrativa ricorre all’approvazione, ritenuta pienamente valida.
5.2. Il supporto dell’Avvocatura dello Stato
Con la nota prot. 789741/2024, l’Avvocatura ritiene le due procedure “pienamente omogenee”.5.3. Il contrasto giurisprudenziale
Il MIT contesta l’approccio formalistico di alcune decisioni della Cassazione, che danno prevalenza alla parola “omologazione” dell’art. 142 CdS senza considerare:- art. 4 L. 168/2002
- art. 201, comma 1-ter, CdS (L. 120/2010)
- logica sistematica dell’ordinamento
- prassi amministrativa ultraventennale
- esigenze di continuità e affidabilità dei controlli
6. Implicazioni pratiche: contenzioso, responsabilità, sicurezza stradale
Il nuovo quadro presenta numerosi punti di frizione:6.1. Contenzioso crescente
Si prevede un aumento dei ricorsi per:- sanzioni elevate da autovelox non censiti;
- verbali emessi da dispositivi approvati e non omologati, nel solco della giurisprudenza restrittiva.
6.2. Obblighi per gli enti locali
Le amministrazioni devono:- aggiornare puntualmente la piattaforma MIT;
- disattivare i dispositivi non registrati;
- garantire la taratura periodica e la corretta segnaletica.
6.3. Tutela degli automobilisti
Il censimento offre strumenti immediati per verificare la legittimità dell’accertamento prima di pagare.6.4. Sicurezza stradale
Un numero minore di dispositivi attivi potrebbe ridurre l’effetto deterrente e incidere sugli indici di incidentalità.7. La “regola del chilometro”: la Cassazione conferma l’orientamento (sent. n. 31665/2025)
Con la sentenza n. 31665 del 4 dicembre 2025, la Suprema Corte ribadisce che:- tra il segnale di limite di velocità e l’autovelox fisso deve intercorrere almeno un chilometro;
- il calcolo va effettuato rispetto al primo cartello utile;
- la mera ripetizione del segnale non rileva, salvo il caso di intersezioni, che impongono la reiterazione della segnaletica.
8. Conclusioni: trasparenza, certezza del diritto e nuove sfide applicative
Il censimento nazionale degli autovelox segna un passaggio decisivo verso:- maggiore trasparenza;
- uniformità dei controlli;
- riduzione dell’incertezza normativa;
- incremento della fiducia nei sistemi automatici di rilevazione.
A cura dell'avv. Fabrizio Valerio Bonanni Saraceno