Con la sentenza n. 258/2025, la Quinta Sezione Penale della Corte di Cassazione ha confermato (vedi anche Cass. n. 14408/2024 e Cass. n. 5851/2022 ) la condanna per diffamazione aggravata (art. 595, comma 3 c.p.) nei confronti dell'autore di un articolo lesivo della reputazione, pubblicato su un blog.
I giudici di merito avevano ritenuto sufficientemente provata l'attribuibilità del testo all'imputato sulla base di una serie di elementi convergenti:
- l'uso abituale dello stesso nickname in altri articoli dello stesso blog;
- la presenza del nome e cognome dell'imputato accanto al medesimo pseudonimo in precedenti pubblicazioni;
- l'assenza di denuncia per eventuale utilizzo abusivo dell'identità digitale.
COS'È L'INDIRIZZO IP E PERCHÉ SI CERCA DI INDIVIDUARLO
L'indirizzo IP è un numero che identifica ogni computer, telefono o dispositivo collegato a internet. È un po' come l'indirizzo di casa, ma nel mondo digitale: serve a sapere da dove parte una comunicazione o chi ha inviato un certo contenuto online. Quando si commette un reato su internet, come una diffamazione su un blog o sui social, si cerca spesso di risalire all'indirizzo IP per capire chi c'è dietro il messaggio. L'IP può aiutare a collegare una persona a un determinato commento o articolo.-
LA DECISIONE DELLA CASSAZIONE
La Cassazione ha confermato la decisione, ribadendo che non è necessario il ricorso ad accertamenti tecnici (come la verifica dell'indirizzo IP), poiché la responsabilità può essere desunta anche da elementi fattuali e logici. In particolare, è stato valorizzato il fatto che l'imputato non si fosse mai dissociato dai contenuti pubblicati sotto il nickname, né avesse denunciato un eventuale furto d'identità.
La pronuncia rafforza l'indirizzo giurisprudenziale secondo cui, anche nel contesto dei reati informatici, la prova può fondarsi su un quadro indiziario sufficientemente solido, senza dover ricorrere necessariamente a strumenti di analisi digitale.
Avv. Laura Buzzerio Iscritta all’Ordine degli Avvocati di Trani e alla Camera dei Giuslavoristi di Trani. Esperta di diritto familiare, si occupa di tutti i rami del diritto, sia in ambito giudiziale che stragiudiziale. Coautrice del progetto giuridico “Il periscopio del diritto”.