Ogni domenica, la scena era sempre la stessa. In una parrocchia del Salento, una donna di 51 anni prendeva posto in prima fila, vestita più da sabato sera che da funzione religiosa, con lo sguardo fisso sul sacerdote e le mani pronte ad afferrare le sue durante l'Eucarestia.
Ma quello che poteva sembrare un comportamento eccentrico e sopra le righe, si è presto trasformato in qualcosa di molto più inquietante.
La donna ha, progressivamente, invaso ogni spazio della vita del prete: lo ha seguito durante le passeggiate, le cene con amici, gli incontri di volontariato. Secondo quanto ricostruito durante le indagini, avrebbe persino tentato di investirlo con l'auto.
Nel marzo 2025 è scattato un formale ammonimento del Questore, previsto per i casi di stalking, ma la donna l'ha ignorato. La situazione è degenerata, costringendo la Magistratura ad intervenire con un divieto di avvicinamento e l'obbligo del braccialetto elettronico.
Il sacerdote, nel frattempo, ha dovuto cambiare radicalmente vita: ha smesso di andare dai familiari, ha iniziato a muoversi solo accompagnato, si è isolato nel proprio studio. Una prigionia silenziosa, fatta di paura e di solitudine.
Ora la donna dovrà affrontare un regolare processo penale, con una possibile condanna fino a 5 anni di reclusione, aumentabile in caso di aggravanti.
CENNI SUL REATO DI STALKING
La vicenda accaduta in Salento ci permette di fare il punto su una questione tutt'altro che banale: il reato di stalking, tecnicamente definito come atti persecutori, disciplinato dall'art. 612-bis c.p., che punisce:
«Chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionargli un perdurante e grave stato d'ansia o di paura, ovvero da costringerlo a modificare le proprie abitudini di vita.»
Non basta una lite o un gesto offensivo: lo stalking è un comportamento continuo, una condotta sistematica e invasiva, capace di stravolgere la vita della vittima, costringendola a vivere in un perdurante stato d'ansia, a modificare abitudini, o a temere per la propria incolumità.
Nel caso di specie, il sacerdote aveva:
- modificato le sue abitudini quotidiane,
- rinunciato a frequentare i familiari,
- evitato di muoversi da solo,
- vissuto in uno stato costante di ansia e allerta.
L'AMMONIMENTO
L'ammonimento è una misura di prevenzione ( previsto dalla Legge 38/2009), che può essere adottata dal Questore prima dell'instaurazione del procedimento penale, su segnalazione della vittima. Serve come "avvertimento ufficiale", ma non ha efficacia coercitiva. Se ignorato, come in questo caso, lascia spazio all'intervento dell'autorità giudiziaria.
Funziona come una sorta di "cartellino giallo": un avvertimento formale, che può servire da deterrente, una sorta compromesso tra la tutela della vittima e la gradualità dell'intervento dello Stato.
Nel caso del sacerdote, l'ammonimento è stato totalmente ignorato. Ed è quello che spesso accade: chi è già immerso in una dinamica ossessiva non si ferma davanti a una diffida, anche se ufficiale.
Il risultato? Il tempo che intercorre tra ammonimento e misura cautelare vera e propria diventa un vuoto di protezione. Un tempo pericoloso, durante il quale la vittima resta esposta e vulnerabile, senza strumenti concreti di difesa.
CONCLUSIONI
Il caso pone una riflessione tutt'altro che marginale: le vittime di stalking non hanno un volto unico. Possono essere donne, uomini, adolescenti, insegnanti, o – come in questo caso – sacerdoti.
Il fatto che l'aggressore sia una donna e la vittima un uomo religioso non rende meno gravi i fatti, né meno necessaria la tutela giudiziaria.
Avv. Michelealfredo Chiariello Iscritto all’Ordine degli Avvocati di Trani e presidente della Camera dei Giuslavoristi di Trani. Patrocinante in Cassazione e Giurista Ambientale. Opera in tutti i rami del diritto, sia in ambito giudiziale che stragiudiziale. Collabora con le più importanti piattaforme giuridiche online, oltre ad essere autore di numerosi articoli ivi pubblicati. Ideatore e responsabile dei siti www.avvmichelealfredochiariello.it e www.studiolegalechiariello.it, nonchè ideatore e fondatore del progetto giuridico “Il periscopio del diritto”, di cui è autore e responsabile.