Può un modem spento scatenare un'indagine penale per maltrattamenti?
Nel 2025 sì, è successo davvero, nella bellissima Trani. E la storia – per quanto sembri surreale – racconta una verità profonda e disarmante: educare oggi significa esporsi. Farsi carico di conflitti. Rischiare persino una denuncia.
Un padre toglie la connessione a internet alla figlia per via del rendimento scolastico disastroso. La ragazzina chiama il numero di emergenza per l'infanzia. Scatta un'inchiesta per maltrattamenti aggravati.
IL PROVVEDIMENTO
Il GIP del Tribunale di Trani, Marina Chiddo, archivia il procedimento. La motivazione è netta:
«Il racconto della minore non è risultato credibile, né supportato da elementi oggettivi».
Anzi, il quadro che emerge è quello di un padre preoccupato, che cerca di arginare un uso compulsivo dello smartphone (fino a 10 ore al giorno) e di ristabilire un minimo di disciplina scolastica.
Il Giudice afferma un principio fondamentale:
«Negare l'uso di internet, soprattutto in presenza di segnali di dipendenza e scarso rendimento scolastico, non configura un abuso, ma un atto educativo legittimo.».
Quanto ai presunti ceffoni, il GIP precisa che un episodio isolato, privo di sistematicità, non può mai integrare il reato di maltrattamenti (art. 572 c.p.), che richiede una condotta abituale, oppressiva e degradante.
CONCLUSIONI
Nel 2025 basta togliere il Wi-Fi per finire sotto inchiesta.
È questo il punto: la giustizia viene chiamata a decidere su ciò che, fino a pochi anni fa, si sarebbe definito semplicemente "educazione".
Il provvedimento di archiviazione non si limita ad assolvere dei genitori.
Ristabilisce un principio basilare: educare è un diritto-dovere, non un delitto.
Questa vicenda, nella sua assurdità, fotografa un'emergenza educativa reale.
In una società iperconnessa, dove ogni divieto sembra una violenza, educare è diventato un atto controcorrente, anche coraggioso.
Avv. Michelealfredo Chiariello Iscritto all’Ordine degli Avvocati di Trani e presidente della Camera dei Giuslavoristi di Trani. Patrocinante in Cassazione e Giurista Ambientale. Opera in tutti i rami del diritto, sia in ambito giudiziale che stragiudiziale. Collabora con le più importanti piattaforme giuridiche online, oltre ad essere autore di numerosi articoli ivi pubblicati. Ideatore e responsabile dei siti www.avvmichelealfredochiariello.it e www.studiolegalechiariello.it, nonchè ideatore e fondatore del progetto giuridico “Il periscopio del diritto”, di cui è autore e responsabile.