È legittimo bocciare un candidato all'esame da avvocato con un semplice "14/30", senza motivazione adeguata? La risposta è negativa, ad affermarlo due sentenze gemelle del TAR Lombardia (nn. 1170/2025 e 1215/2025), che mettono in discussione tale – non corretta – prassi.
IL FATTO
Due candidati all'esame di abilitazione forense 2023 sono stati esclusi dalla prova orale dopo aver ricevuto un punteggio insufficiente (14/30 e 12/30) all'unica prova scritta prevista: un atto giudiziario. Nessuna osservazione, nessuna nota, nessun commento sull'elaborato. Solo un voto. Da qui il ricorso al TAR: i candidati contestavano la mancanza totale di motivazione, ritenendola illegittima e lesiva.
LE SENTENZE DEL TAR LOMBARDIA
I giudici amministrativi sono stati netti: la valutazione espressa esclusivamente tramite voto numerico è insufficiente e non assolve l'obbligo di motivazione. E non si tratta di un vezzo formalistico, ma di una necessità costituzionalmente orientata: il principio di ragionevolezza (art. 3 Cost.) e di buon andamento dell'amministrazione (art. 97 Cost.) non possono essere invocati per giustificare una scarna, immotivata esclusione, soprattutto quando i presupposti di fatto sono radicalmente cambiati.
Le sentenze pongono l'accento su un aspetto determinante: l'esame del 2023 non era come quelli del passato. I candidati erano circa 9.703, contro i 27.451 del 2016. Le prove scritte, una sola. I tempi di correzione, più distesi.
Il TAR sottolinea come proprio questi nuovi dati facciano cadere la giustificazione classica della motivazione numerica: ovvero, l'impossibilità materiale per le commissioni di motivare puntualmente ogni elaborato. Oggi, con meno compiti e meno candidati, non solo è possibile motivare, ma è doveroso.
CONCLUSIONI
Bocciare senza spiegare è un'ingiustizia. Le sentenze del TAR Lombardia lo dicono chiaramente: il solo voto numerico non può più bastare, anche alla luce del numero, molto piu' basso, dei candidati.
Avv. Laura Buzzerio Iscritta all’Ordine degli Avvocati di Trani e alla Camera dei Giuslavoristi di Trani. Esperta di diritto familiare, si occupa di tutti i rami del diritto, sia in ambito giudiziale che stragiudiziale. Coautrice del progetto giuridico “Il periscopio del diritto”.