Il presente articolo è un commento giuridico-narrativo liberamente ispirato a notizie di cronaca e non costituisce resoconto fedele dei fatti, né intende riferirsi a persone identificate o identificabili. Eventuali similitudini sono puramente casuali.
Immaginate la scena.
Tempi di vacche magre, il portafoglio piange lacrime secche, ma l'ormone… quello no, quello è in piena crisi adolescenziale. Così, tra una bolletta e l'altra, vi viene l'idea brillante: "Perché non chiamare una escort?". E mica una qualsiasi: una dea in carne, ossa e tacco 12.
Vi presentate a casa sua, fate il vostro bravo bonifico… pardon, pagamento in anticipo (a differenza – in una vera e propria forma di discriminazione - di quanto capita con noi professionisti, seppure di altro settore…).
Il servizio si consuma, vi divertite, vi sentite quasi rinati. Tornate a casa, doccia rigenerante, crema al cocco… e lì, il dramma: lo sguardo cade sulla mano e il vostro prezioso (anello, orologio, bracciale, fate voi) non c'è più. Fate mente locale: lo avevate sfilato nella concitazione iniziale.
Richiamate la escort, non per un immediato replay, ma per chiedere lumi. E lei, con la stessa faccia tosta di una suocera che si autoinvita in vacanza, vi comunica che sì, l'oggetto è lì… ma per rivederlo serve un piccolo contributo…a fondo perduto….
IL PROFILO PENALE DELLA VICENDA
Se la scena sembra da commedia, giuridicamente è tutt'altro che divertente, in quanto la richiesta di denaro per restituire il bene configura il cosiddetto "cavallo di ritorno".
Si tratta di una forma di estorsione in cui l'autore, avendo sottratto o detenendo un bene altrui, minaccia implicitamente un danno (nel caso di specie, la perdita definitiva del bene e/o magari la minaccia di rivelare pubblicamente l'incontro) per costringere la vittima a pagare.
3. DENUNCIARE: SÌ O NO?
In casi simili, i "malcapitati" esitano a denunciare per timore di essere giudicati o per proteggere la propria vita privata.
In questo senso, il legislatore non punisce la "condotta morale" della vittima: l'aver acquistato un servizio sessuale non legittima in alcun modo la sottrazione o l'estorsione.
Chi subisce un episodio simile non deve cedere alla richiesta di pagamento (anche perché il versamento della somma non garantisce la restituzione) e denunciare immediatamente l'accaduto alle Forze dell'Ordine.
Insomma, l'eros passa… ma il penale resta. In situazioni del genere, non lasciatevi incatenare due volte: una dal tacco 12, l'altra dall'estorsione!