IL FATTO
Una candidato[1], dopo aver preso parte alla procedura di accesso come addetto all'Ufficio del Processo, impugnava la definitiva graduatoria, lamentando la mancata attribuzione, in suo favore, di un punteggio per il possesso di una laurea in Giurisprudenza vecchio ordinamento, così come previsto dal bando.
LA DECISIONE DEL TAR LAZIO
Il Tar Lazio – seppure dichiarando la sopravvenuta carenza di interesse, in quanto il ricorrente era stato, in ogni caso, assegnato al ruolo – statuiva il seguente principio:
"nessun dubbio può sussistere in merito al fatto che il diploma di laurea vecchio ordinamento/la laurea magistrale (articolato su un percorso di studi quadriennale/quinquennale a ciclo unico) costituisca un titolo di studio superiore rispetto a quello utile alla semplice ammissione al concorso, rappresentato dalla laurea triennale. Ove tale superiore titolo non fosse valutabile quale titolo aggiuntivo, si genererebbe un'illogica e irragionevole disparità di trattamento tra candidati che hanno conseguito titoli di cultura manifestamente diversi tra loro e che si pongono a conclusione di percorsi di studi altrettanto diversi per livello di eterogeneità degli insegnamenti seguiti, degli esami sostenuti e delle esperienze accademiche maturate".
NOTE
[1] Assistita dall' avvocato Massimiliano Michele Carbonara.
Avv. Laura Buzzerio Iscritta all’Ordine degli Avvocati di Trani e alla Camera dei Giuslavoristi di Trani. Esperta di diritto familiare, si occupa di tutti i rami del diritto, sia in ambito giudiziale che stragiudiziale. Coautrice del progetto giuridico “Il periscopio del diritto”.