Il protagonista della vicenda è un docente che avrebbe ignorato consapevolmente le prescrizioni mediche relative ad una sua alunna, affetta da celiachia – e come tale titolare di un piano alimentare specifico - imponendole – non occasionalmente, ma in più giornate – di consumare pietanze contenenti glutine, paventando l'esclusione da alcune attività, se non avesse mangiato ciò che le veniva imposto.
A seguito della segnalazione da parte dei genitori veniva aperto un procedimento disciplinare, che si concludeva con il provvedimento del richiamo scritto; tale provvedimento veniva impugnato dal docente in giudizio, fino ad arrivare in Cassazione.
LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del provvedimento disciplinare, in quanto il comportamento dell'insegnante aveva violato non solo il dovere di diligenza e vigilanza proprio della funzione docente, ma anche il fondamentale diritto alla salute dell'alunna, compromettendo il rapporto di fiducia tra scuola, famiglia e studenti. La Corte ha sottolineato che il personale scolastico è tenuto a garantire, come priorità assoluta, la tutela della salute psicofisica degli alunni, specie quando sussistono certificazioni mediche formalmente comunicate. In questo caso, l'insegnante ha mostrato un atteggiamento intenzionalmente negligente, contrario ai principi di inclusione e rispetto delle diversità.
CONCLUSIONI
Il Principio espresso è chiaro:
"Il personale scolastico è tenuto a garantire in via prioritaria la salute psicofisica degli alunni, specie in presenza di certificazioni mediche comunicate, secondo le regole".Avv. Laura Buzzerio Iscritta all’Ordine degli Avvocati di Trani e alla Camera dei Giuslavoristi di Trani. Esperta di diritto familiare, si occupa di tutti i rami del diritto, sia in ambito giudiziale che stragiudiziale. Coautrice del progetto giuridico “Il periscopio del diritto”.