Uno studente, universitario della Bocconi, trovato in possesso, durante una prova d'esame scritta, di un telefono cellulare contenente un testo visibile, veniva sospeso dalla possibilità di sostenere esami per sei mesi, nonostante avesse cercato di giustificare la presenza del dispositivo con la necessità di dover ricevere alcune informazioni familiari importanti.
Avverso questo provvedimento di sospensione adiva il Tar Lombardia.
LA SENTENZA DEL TAR LOMBARDIA
Il Tar Lombardia ha ritenuto legittima la sanzione, anche sotto il profilo della durata, in quanto coerente anche con quanto stabilito dal "Codice di comportamento degli studenti della Bocconi", che prevede una serie di comportamenti ingannevoli ("misconduct") nelle prove di esame con la relativa punizione.
Nel caso di specie, poi, l'Università concedeva allo studente di convertire gli ultimi tre mesi di sospensione con attività di volontariato.
Avv. Laura Buzzerio Iscritta all’Ordine degli Avvocati di Trani e alla Camera dei Giuslavoristi di Trani. Esperta di diritto familiare, si occupa di tutti i rami del diritto, sia in ambito giudiziale che stragiudiziale. Coautrice del progetto giuridico “Il periscopio del diritto”.