Una donna presentava nel 2015 domanda di concessione della cittadinanza italiana per naturalizzazione ai sensi dell'art. 9, comma 1, lett. f), della legge n. 91/1992.
Nel 2018, il Ministero dell'Interno rigettava la richiesta, motivando il diniego con le plurime e gravi condanne penali riportate dai figli della richiedente (tra cui spaccio di stupefacenti, estorsione, guida in stato di ebbrezza e ricettazione), tutte commesse durante la convivenza familiare.
La donna impugnava il provvedimento davanti al TAR Lazio, lamentando il difetto di motivazione, l'irragionevolezza e la violazione del principio di responsabilità personale, sostenendo che i reati commessi dai figli non potessero ricadere su di lei né incidere sul suo grado di integrazione nella comunità nazionale.
LA DECISIONE DEL TAR
Con la sentenza n. 15681 del 2024, il TAR Lazio ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità del diniego.
Il Tribunale ha ricordato che la concessione della cittadinanza è un atto altamente discrezionale, che presuppone un giudizio prognostico di affidabilità e integrazione del richiedente nella comunità nazionale.
In questo contesto, l'Amministrazione può considerare anche la condotta dei familiari, soprattutto quando i reati:
- sono gravi e reiterati;
- si sono verificati nel periodo di osservazione decennale;
- coinvolgono soggetti conviventi stabilmente con il richiedente.-
Il Tar ha chiarito che non si tratta di attribuire responsabilità penali alla madre per i reati dei figli, ma di valutare se l'intero nucleo familiare rifletta condizioni di affidabilità, rispetto della legge e adesione ai valori dello Stato.-
CONCLUSIONI
Il comportamento dei familiari, specie se conviventi e penalmente recidivi, può legittimamente essere valutato come indice di inaffidabilità e ostacolo al riconoscimento della cittadinanza.
Il principio della responsabilità penale personale, pur restando valido, non impedisce che, sul piano amministrativo, si valutino i contesti familiari e relazionali, in un'ottica preventiva e di tutela dell'ordine pubblico e della coesione sociale.
Avv. Laura Buzzerio Iscritta all’Ordine degli Avvocati di Trani e alla Camera dei Giuslavoristi di Trani. Esperta di diritto familiare, si occupa di tutti i rami del diritto, sia in ambito giudiziale che stragiudiziale. Coautrice del progetto giuridico “Il periscopio del diritto”.