Ricordate il caso della studentessa sorpresa con lo smartphone in mano, prima ancora che iniziasse la prova di maturità?
Allontanata seduta stante, ma poi riammessa in extremis grazie a un'ordinanza "lampo" del TAR, che le aveva consentito di sostenere, da sola, le prove suppletive a luglio, peraltro superate brillantemente.
Ma ecco il colpo di scena come nelle migliori serie televisive: Il Tar Umbria si è espresso nel merito, rigettando il ricorso, confermando l'espulsione.
Risultato? La maturità, per ora, è sospesa (anche se di fatto superata).
LA SENTENZA DEL TAR PERUGIA
La candidata - assistita dall'l'avvocatessa Maria Di Paolo – aveva ottenuto, in tempi record, la sospensione del provvedimento, puntando su fatto che:
- il telefono non era stato usato per copiare;
- la ragazza era stata collaborativa, avendo riconosciuto la detenzione dell'apparecchiatura;
- il provvedimento era sproporzionato;
- il possesso del cellulare serviva solo a gestire una patologia ansiosa da separazione dalla madre, certificata da uno psicologo.
Ma nella sentenza di merito, il Tar capovolge la prospettiva e conferma la legittimità dell'esclusione Il ragionamento del Tar si sviluppa in tre passaggi principali:
- niente dispositivi elettronici durante l'esame. Lo conferma anche la nota ministeriale del 29 maggio 2025. Non serve dimostrare che sia stato usato per copiare: basta possederlo;
- La studentessa aveva il cellulare in mano e acceso: lo ha scritto la Commissione nel verbale. E quel verbale è un atto pubblico: fa fede fino a querela di falso (che non è stata presentata);
- Il certificato psicologico prodotto a posteriori non basta. Durante l'anno la famiglia non aveva mai segnalato il disturbo, né chiesto un Piano Didattico Personalizzato (PDP), lo strumento che consente di prevedere misure compensative ufficiali, anche in sede di esame.
IL REGOLAMENTO D'ISTITUTO
Non solo le regole ministeriali: anche il regolamento interno della scuola vietava l'uso di cellulari durante le lezioni. Ogni mattina gli studenti avevano l'obbligo di depositare i propri smartphone in un contenitore in aula, potendo riprenderli solo all'uscita. Per il TAR, questo dimostra che la studentessa aveva già affrontato verifiche senza il 'supporto psicologico' del telefono: l'esame non le ha presentato una situazione nuova o ingiusta.
ED ORA? ESAME DI STATO SUPERATO O NO?
Questione di non poco conto, anzi, giuridica e fattuale.
La candidata ha superato brillantemente l'esito delle prove suppletive.
Per il Tar, tuttavia, il positivo esito delle prove suppletive non annulla il provvedimento espulsivo e al momento, la studentessa non risulta formalmente ammessa all'anno successivo: l'esito resta subordinato alla definizione del contenzioso.
Finché il giudizio non sarà definitivamente chiuso, la sua maturità resta "sospesa in un limbo", come in un piccolo romanzo kafkiano: ha passato l'esame, ma sulla carta non è ancora ammessa all'anno successivo.
Intrappolata in un limbo burocratico, la ragazza resta in attesa della sentenza definitiva, come se il tempo si fosse fermato a giugno.
Avv. Laura Buzzerio Iscritta all’Ordine degli Avvocati di Trani e alla Camera dei Giuslavoristi di Trani. Esperta di diritto familiare, si occupa di tutti i rami del diritto, sia in ambito giudiziale che stragiudiziale. Coautrice del progetto giuridico “Il periscopio del diritto”.