Immaginate la scena: una piacevole giornata di primavera, il sole che scalda senza esagerare, l'idea di un gelato o di una passeggiata. Parcheggiate l'auto, lasciate il finestrino leggermente abbassato – giusto quei due centimetri d'aria per non ritrovare l'abitacolo stile sauna – e vi allontanate soddisfatti. Al ritorno? Oltre al gelato (magari pure colato sulla maglietta), trovate una multa da 42 euro ad attendervi sul parabrezza. Motivo? "Istigazione al furto".
Sembra uno sketch comico, e invece è accaduto davvero a Vicenza, dove un automobilista è stato multato dalla polizia locale perché, a detta degli agenti, non avrebbe adottato le opportune cautele per impedire l'uso del veicolo senza consenso. In altre parole: aveva lasciato il finestrino un po' abbassato.
COSA PREVEDE IL CODICE DELLA STRADA
La norma di riferimento è l'articolo 158, comma 4 del Codice della Strada, che recita: "Durante la sosta e la fermata il conducente deve adottare le opportune cautele atte a evitare incidenti ed impedire l'uso del veicolo senza il suo consenso."
Per "opportune cautele" si intende evidentemente anche il chiudere bene l'auto, non lasciare le chiavi inserite (non ridete, succede, perlomeno con le macchine di qualche anno, che non hanno 'l'accensione tramite tasto dedicato), e – stando al verbale vicentino – nemmeno lasciare il finestrino abbassato, anche solo di pochi centimetri. Perché? Perché così facendo, si renderebbe l'auto più facilmente accessibile a eventuali malintenzionati.
La sanzione? Da 42 a 173 euro. Non proprio uno spicciolo, soprattutto la colpa è stata quella di o voler cambiare l'aria all'interno dell'abitacolo.
SANZIONE LEGITTIMA, MA IL BUON SENSO?
La ratio della norma è chiara: prevenire furti e utilizzi non autorizzati del veicolo. Ma in questo caso, l'applicazione sembra decisamente rigida. La sanzione prevista? Va da 42 a 173 euro. Un bel salasso, specie se pensiamo che l'intenzione dell'automobilista era solo quella di evitare di cuocere i sedili
Nel caso di Vicenza, giuridicamente, la multa è legittima. La norma c'è, esiste, e lascia poco spazio all'interpretazione. Tuttavia, andrebbe tirato in ballo il buon senso, quello che – in teoria – dovrebbe accompagnare sempre l'applicazione della norma. Perché, se davvero il finestrino era solo leggermente abbassato e l'auto era regolarmente parcheggiata davanti a un luogo di culto (e nemmeno a Gotham City), il pericolo di furto non sembrava così imminente.
Punire chi lascia il finestrino aperto per pochi centimetri equivale davvero a prevenire il crimine? O stiamo solo sanzionando il buon senso?
Avv. Michelealfredo Chiariello Iscritto all’Ordine degli Avvocati di Trani e presidente della Camera dei Giuslavoristi di Trani. Patrocinante in Cassazione e Giurista Ambientale. Opera in tutti i rami del diritto, sia in ambito giudiziale che stragiudiziale. Collabora con le più importanti piattaforme giuridiche online, oltre ad essere autore di numerosi articoli ivi pubblicati. Ideatore e responsabile dei siti www.avvmichelealfredochiariello.it e www.studiolegalechiariello.it, nonchè ideatore e fondatore del progetto giuridico “Il periscopio del diritto”, di cui è autore e responsabile.