QUANDO UN BOSS APRE IL PORTAFOGLIO, L'AVVOCATO PUÒ CHIUDERE UN OCCHIO?
È una domanda scomoda, che in tanti si fanno: può un avvocato ricevere un compenso professionale da un soggetto coinvolto in attività criminali senza sporcarsi le mani?
Ad esempio, se quei soldi derivano da traffico di droga, estorsioni o altri reati gravi, è sufficiente che la parcella venga regolarmente fatturata per essere in regola con la legge?
IL CASO DEL BOSS E DEGLI AVVOCATI FINITI SOTTO ACCUSA
Succede a Milano, città di moda, affari… e processi da prima pagina. Due avvocati penalisti, difensori di un noto, e facoltoso, boss turco, si ritrovano sul banco degli imputati.
Il motivo? Aver incassato la parcella (30.000 euro) per l'attività di difesa, perché la Procura aveva qualificato tale condotta come ricettazione, ovvero, accettazione consapevole di soldi di provenienza illecita.
"L'AVVOCATO PUÒ ESSERE PAGATO… ANCHE DAL CATTIVO"
Il cuore della questione? Capire se un avvocato, facendo semplicemente il proprio lavoro, possa essere incriminato per aver ricevuto onorari da chi vive (o ha vissuto) di reati.
La risposta nel provvedimento a firma del Gup milanese è chiara e condivisibile e non sussiste nessun reato, né tanto meno quello di ricettazione, se
La difesa sia legittima, cioè svolta nell'ambito del mandato professionale;
La parcella sia congrua e rispetti i parametri forensi;
Il compenso sia tracciabile, fatturato e dichiarato al fisco.-
Insomma, difendere un boss non vuol dire condividere i suoi reati. Anzi, è un diritto. Per lui ricevere una difesa. Per l'avvocato ricevere il compenso.
IL DIRITTO DI DIFESA NON È UN PREMIO PER I BUONI
Non è una questione di facce pulite o storie commoventi.
La giustizia non funziona a simpatia, né si regge sull'idea che alcuni siano "difendibili" e altri no. Perché se un giorno lo Stato iniziasse a distinguere tra chi merita un avvocato e chi no, ci troveremmo in una giungla giustizialista, non più in uno Stato di diritto.
Ogni persona ha diritto a una difesa. Sempre. Comunque. A prescindere da chi è o da cosa ha fatto-
Il diritto di difesa è sacro, inviolabile, costituzionalmente garantito per chiunque, anche per il peggiore dei criminali.
L'avvocato non è lì per assolvere o condannare.
Non è un moralista, né un giustiziere, non si sporca le mani se esercita in maniera onesta il proprio ruolo.
Fa il suo mestiere: garantire un processo equo, nell'interesse della giustizia.
Avv. Michelealfredo Chiariello Iscritto all’Ordine degli Avvocati di Trani e presidente della Camera dei Giuslavoristi di Trani. Patrocinante in Cassazione e Giurista Ambientale. Opera in tutti i rami del diritto, sia in ambito giudiziale che stragiudiziale. Collabora con le più importanti piattaforme giuridiche online, oltre ad essere autore di numerosi articoli ivi pubblicati. Ideatore e responsabile dei siti www.avvmichelealfredochiariello.it e www.studiolegalechiariello.it, nonchè ideatore e fondatore del progetto giuridico “Il periscopio del diritto”, di cui è autore e responsabile.