C'è chi manda cuoricini su WhatsApp, chi scrive lettere d'amore infuocate e chi, purtroppo per lui, non può disegnare neanche un "cuoricino" senza far scattare l'allarme, perché detenuto al 41-bis. È la vicenda (vera) finita davanti alla Corte di Cassazione: un detenuto che aveva messo nero su bianco un cuore con dentro cinque iniziali – N.R.D.M.N. – un mini-album di famiglia nella sue intenzioni, un messaggio criptato per l'Amministrazione penitenziaria. Risultato? Missiva bloccata, cuore censurato e lettera nel trita carte.
LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE
Con la sentenza n. 37145 del 13 novembre 2025, la Suprema Corte ha confermato il sequestro della lettera.
Il detenuto aveva provato a difendersi sostenendo che quelle cinque lettere rappresentassero semplicemente i nomi dei suoi affetti: egli, la compagna, le rispettive figlie e l'ipotetico futuro figlio nato da FIVET. Ma per la Cassazione non si tratta di poesia, bensì di potenziale crittografia: in carcere – e soprattutto in regime di 41-bis – anche un cuore può nascondere un messaggio cifrato.- Il ricorrente ha tentato allora la via del ricorso straordinario per errore di fatto ex art. 625-bis c.p.p., sostenendo che la Corte avesse confuso nomi e dettagli. Peccato che il rimedio sia utilizzabile solo in presenza di un giudicato penale definitivo, e non per questioni di "posta sorvegliata". Di conseguenza, la Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, con tanto di "multa d'amore" da 3.000 euro alla Cassa delle Ammende.
CONCLUSIONI
Alla fine resta l'immagine surreale di un disegno di un cuore finito sotto sequestro, un cuoricino passato ai raggi X come fosse un ordigno.
Eppure dietro quelle cinque lettere, forse c'era soltanto un uomo solo, chiuso in una cella, che provava a non dimenticare i nomi delle persone che ama.
Ma quell'uomo è pur sempre un detenuto in regime di 41-bis, e questo – piaccia o no – cambia tutto.
In quel contesto, ogni parola, ogni simbolo, ogni tratto di penna può trasformarsi in un messaggio, in un contatto, in un segnale verso l'esterno.
Avv. Laura Buzzerio Iscritta all’Ordine degli Avvocati di Trani e alla Camera dei Giuslavoristi di Trani. Esperta di diritto familiare, si occupa di tutti i rami del diritto, sia in ambito giudiziale che stragiudiziale. Coautrice del progetto giuridico “Il periscopio del diritto”.