Se pensavate che in campagna elettorale contassero solo programmi, comizi e strette di mano… manca un protagonista: Thor, il cane del candidato.
Succede in un comune del rodigino: durante lo spoglio compaiono più schede con simbolo di lista correttamente barrato e, nello spazio delle preferenze, la scritta in bella grafia: "THOR".
La lista rivale insorge: "Non è un candidato! È un segno di riconoscimento: scheda da annullare!".
LA SENTENZA DEL TAR VENETO
Il Tar Veneto respinge il ricorso, con un ragionamento tanto rigoroso quanto curioso:
"Il voto con la scritta THOR resta valido. Non è un segno di riconoscimento, ma un rafforzativo della volontà dell'elettore."
Nei piccoli comuni — ricorda il Tar — l'elettore "personalizza" il voto con elementi noti: il soprannome, il mestiere, il titolo… da oggi anche il nome del cane del candidato!
Nel caso, "Thor" era un riferimento notorio e affettivo, riconducibile pubblicamente al candidato sindaco, poi eletto (grazie anche al suo cane!)
CONCLUSIONI
Thor (forse) non siederà in Consiglio comunale, ma ha già conquistato un posto nella storia del diritto elettorale… e nel cuore degli elettori.
Avv. Laura Buzzerio Iscritta all’Ordine degli Avvocati di Trani e alla Camera dei Giuslavoristi di Trani. Esperta di diritto familiare, si occupa di tutti i rami del diritto, sia in ambito giudiziale che stragiudiziale. Coautrice del progetto giuridico “Il periscopio del diritto”.