Quando un contribuente muore lasciando debiti IMU, il Comune può pretendere l'intero importo da un solo erede? Oppure ciascun erede deve rispondere solo per la sua quota? La questione non è da poco: riguarda migliaia di contribuenti che si ritrovano a gestire immobili ereditati con pesanti passività tributarie. Spesso viene notificato l'intero accertamentod a uno solo degli eredi, come se fosse un coobbligato solidale. Ma la Cassazione, con ordinanza n. 16606/2021, ha fatto chiarezza: IMU non si eredita interamente da ciascun erede, bensì si trasmette pro quota, cioè nei limiti della rispettiva quota ereditaria.
IL PRINCIPIO AFFERMATO DALLA CASSAZIONE
La Corte di Cassazione ha precisato che l'art. 65 del D.P.R. n. 600/1973 – che prevede la responsabilità solidale degli eredi – si applica solo alle imposte sui redditi, e non anche ai tributi locali come l'IMU. In mancanza di una norma specifica che estenda la solidarietà a questi tributi, si applicano le regole civilistiche generali:
- L'art. 752 c.c. stabilisce che i debiti ereditari si dividono tra gli eredi secondo le rispettive quote.
- L'art. 1295 c.c. prevede che in caso di obbligazioni parziarie (pro quota), ciascun debitore risponde solo per la propria parte.
- Dunque, se non vi è un'espressa previsione normativa, l'ente creditore dovrà rivolgersi a ciascun erede per la sola quota di sua spettanza (ovviamente, se ha accettato l'eredità).
ALCUNI CHIARIMENTI
- Obbligazione solidale: ciascun debitore può essere chiamato a pagare l'intero debito, ma di rivalersi, poi, sugli altri coobbligati.
- Obbligazione pro quota (o parziaria): ciascun debitore è responsabile solo per la propria parte.
- Imposte sui redditi: tributi statali sul reddito delle persone fisiche o giuridiche (es. IRPEF, IRES).
- Tributi locali: tasse o imposte dovute a Comuni o Province, riferite a servizi o beni locali (es. IMU, TARI, TASI).
CONCLUSIONI
Con l'ordinanza n. 16606/2021, la Cassazione ha segnato un punto fermo: in materia di IMU, gli eredi non rispondono in solido per l'intero debito del de cuius, ma esclusivamente pro quota, nei limiti della loro partecipazione ereditaria.- Questo principio impone agli enti impositori di modificare le proprie prassi: non è legittimo notificare un avviso di accertamento per l'intero importo a un solo erede, come se fosse automaticamente responsabile anche per gli altri.
Avv. Laura Buzzerio Iscritta all’Ordine degli Avvocati di Trani e alla Camera dei Giuslavoristi di Trani. Esperta di diritto familiare, si occupa di tutti i rami del diritto, sia in ambito giudiziale che stragiudiziale. Coautrice del progetto giuridico “Il periscopio del diritto”.