Ormai siamo abituati a leggere eccezioni di ogni tipo, non questioni di diritto sostanziale, né argomentazioni di alto profilo giuridico, ispiratE da tecniche dilatorie, ma questa volta, per di più avanti la Suprema Corte, il ricorrente aveva eccepito l'inammissibilità del controricorso per la presunta inosservanza del D.M. Giustizia n. 110/2023, lamentando l'omessa numerazione delle pagine e la violazione dei margini verticali.
E questa volta non è colpa dell'intelligenza artificiale.
Tutto vero.
LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE
Le eccezioni sono state ritenute – di certo non in maniera imprevedibile - manifestamente infondate, in quanto:
"la violazione delle specifiche tecniche di redazione (come margini, numerazione, limiti di lunghezza o struttura informatica dell'atto) non determina nullità o inammissibilità, ma costituisce mero vizio formale privo di incidenza sulla validità dell'atto", potendo al più essere valutate dal giudice ai fini della liquidazione delle spese di lite (eventuale compensazione o riduzione).
Solo la mancanza di chiarezza e intelligibilità dell'atto può determinare inammissibilità, non la mera violazione di regole formali o di impaginazione,.
CONCLUSIONI
Immaginate se la Cassazione avesse accolto l'eccezione… Per un attimo, abbiamo rischiato di assistere alla nascita di una "giustizia con il righello": toghe e giudici armati di squadretta, pronti a misurare margini e spazi come in un compito di geometria.
Per fortuna, non è ancora arrivato quel momento...
Avv. Michelealfredo Chiariello Iscritto all’Ordine degli Avvocati di Trani e presidente della Camera dei Giuslavoristi di Trani. Patrocinante in Cassazione e Giurista Ambientale. Opera in tutti i rami del diritto, sia in ambito giudiziale che stragiudiziale. Collabora con le più importanti piattaforme giuridiche online, oltre ad essere autore di numerosi articoli ivi pubblicati. Ideatore e responsabile dei siti www.avvmichelealfredochiariello.it e www.studiolegalechiariello.it, nonchè ideatore e fondatore del progetto giuridico “Il periscopio del diritto”, di cui è autore e responsabile.