IL FATTO
I ricorrenti, genitori di un ragazzo destinatario di un piano didattico personalizzato, dopo aver iscritto il proprio figliolo, in una scuola - con indirizzo digitale e musicale, dove l'offerta formativa triennale prevedeva la frequentazione settimanale a sei giorni - ricevevano, durante il primo anno, comunicazione, da parte della Dirigente Scolastica, della istituzione della c.d. "settimana corta", con sabato libero; di conseguenza, impugnavano tale provvedimento avanti la magistratura amministrativa.
LA DECISIONE DEL TAR BARI
Il Tar Bari, Presidente ed Estensore Orazio Ciliberti, dopo aver evidenziato che:
"Non vi è dubbio che vi siano ragioni molteplici che militino a favore del modulo della settimana corta, ma per alunni con disturbi specifici di apprendimento, l'intensificazione delle ore giornaliere di didattica potrebbe in effetti comportare un surmenage conseguente a un eccesso di applicazione",
accoglieva il ricorso sul presupposto che:
"il provvedimento di riduzione dei giorni settimanali di lezione violasse «precedenti delibere del consiglio d'Istituto e del collegio dei docenti che prevedono la settimana lunga» e non tenesse conto del fatto che per quello specifico studente erano stato predisposto «un piano didattico personalizzato» a 6 giorni".
Avv. Laura Buzzerio Iscritta all’Ordine degli Avvocati di Trani e alla Camera dei Giuslavoristi di Trani. Esperta di diritto familiare, si occupa di tutti i rami del diritto, sia in ambito giudiziale che stragiudiziale. Coautrice del progetto giuridico “Il periscopio del diritto”