INTRODUZIONE
I genitori di un minore siciliano adivano la magistratura amministrativa, chiedendo l'annullamento del verbale scolastico (relativo all'anno scolastico 2013/2014) nella parte in cui il loro figliolo aveva ricevuto la valutazione di 9/10 (ottimo), piuttosto che di 10/10 (eccellente), deducendo, in un unico, articolato motivo, l'eccesso di potere sotto diversi profili: della disparità di trattamento, del difetto d'istruttoria, del difetto di motivazione.
LA DECISIONE DEL TAR
Secondo il Tar:
"la scuola, nel valutare la preparazione degli alunni, non applica
scienze esatte che conducono ad un risultato certo ed univoco (come si
verifica ad esempio nei casi di accertamento dell'altezza di un determinato
candidato o del grado alcolico di una determinata sostanza), ma formula un
giudizio tecnico connotato da un fisiologico margine di opinabilità, per
sconfessare il quale non è sufficiente evidenziare la mera non condivisibilità
del giudizio, dovendosi piuttosto dimostrare la sua palese inattendibilità[1]".
Per il Collegio del Tribunale siciliano (Presidente Calogero Ferlisi),premesso che
il minore era stato ammesso con il voto di 9/10 e aveva conseguito i seguenti punteggi: 10/10 nella prova d'italiano; 10/10 nella prova di matematica; 8/10 nella prova di francese; 8/10 nella prova d'inglese;9/10 nel colloquio pluridisciplinare,
ne conseguiva che
il voto finale di 9/10 si presentava, pertanto, coerente con quelli di ammissione e con quelli conseguiti nelle prove d'esame, tanto più che il voto di 10/10 presuppone il raggiungimento dell'eccellenza in tutte le prove,
con l'ulteriore precisazione che
la legittimità di tale determinazione non è scalfita dalla generica censura di disparità di trattamento dedotta dai ricorrenti anche considerato che il giudizio finale degli esami di Stato è personalizzato e ontologicamente differenziato relativamente ai singoli alunni.
[1] Sul punto T.A.R. Lombardia 1235/ 2017; TAR Puglia, Lecce, n. 257/2016; T.A.R. Calabria, n. 1287/2012.
Avv. Laura Buzzerio Iscritta all’Ordine degli Avvocati di Trani e alla Camera dei Giuslavoristi di Trani. Esperta di diritto familiare, si occupa di tutti i rami del diritto, sia in ambito giudiziale che stragiudiziale. Coautrice del progetto giuridico “Il periscopio del diritto”