Cosa succede se un genitore, divorziato e obbligato a mantenere la figlia ormai adulta con la quale ha scarsi contatti, non riesce a sapere se la stessa sia davvero iscritta all'università, se stia sostenendo esami o se abbia conseguito la laurea?
Domanda semplice, risposta complicata.
La privacy del figlio maggiorenne si scontra con l'interesse concreto del genitore a non pagare un mantenimento "a tempo indeterminato" senza avere elementi per valutarne la necessità.
LA SENTENZA
Il caso nasce dal ricorso di un padre, che aveva chiesto all'Università di Pisa di poter accedere agli atti relativi al percorso accademico della figlia: iscrizione, esami sostenuti, eventuale laurea. L'ateneo aveva opposto un diniego, sostenendo che si trattasse di dati sottratti all'accesso salvo consenso dell'interessato, che nel caso mancava, in quanto l'interessata aveva espressamente negato il consenso.
Il TAR, ribaltando la prospettiva, ha riconosciuto che il diritto di difesa del genitore non può essere paralizzato in nome di una privacy "assoluta". Certo, il diritto alla riservatezza resta tutelato, ma non in modo indiscriminato:
- il padre ha diritto di conoscere se la figlia sia iscritta, quali esami abbia effettivamente sostenuto, le date e l'eventuale conseguimento del titolo;
- restano invece riservati i voti, perché considerati un aspetto strettamente personale e non rilevante ai fini del mantenimento.
CONCLUSIONI
Sempre più frequentemente i Tribunali si trovano a decidere su casi analoghi e la giurisprudenza risulta ormai consolidata nel riconoscere al genitore obbligato al mantenimento il diritto di essere informato sull'andamento del percorso di studi del figlio maggiorenne.
Avv. Laura Buzzerio Iscritta all’Ordine degli Avvocati di Trani e alla Camera dei Giuslavoristi di Trani. Esperta di diritto familiare, si occupa di tutti i rami del diritto, sia in ambito giudiziale che stragiudiziale. Coautrice del progetto giuridico “Il periscopio del diritto”.