LA QUESTIONE
Quando incassare la pensione di una persona defunta configura una ipotesi di truffa e non di appropriazione indebita? A fare chiarezza è una recente sentenza della Suprema Corte, che si è occupata del caso sottopostole da una coppia, condannata nei gradi di merito, per il delitto di truffa. In particolare, i due soggetti – di cui uno, la donna, in possesso di regolare procura speciale rilasciata da una prossima congiunta - non solo non avevano comunicato all'Inps (che aveva continuato ad erogare la prestazione) ed all'istituto bancario l'avvenuto decesso dell’anziana signora, ma avevano continuato ad operare sul c/c, come se nulla fosse, così procurandosi indebitamente, la somma di euro 226.031,45, corrispondenti a oltre quindici anni di pensione.LA SENTENZA DELLA SUPREMA CORTE
Per la Cassazione, nel caso in esame, la condotta posta in essere rientra nella ipotesi di truffa aggravata ex art. 640 bis c.p. [1] e non già di appropriazione indebita ex art. 316 c.p. (perlomeno nei confronti della titolare della delega) in quanto caratterizzata non solo dalla mancata comunicazione all’Inps e all’Istituto bancario del decesso (quindi una diversa rappresentazione della realtà, il c.d. artifizio o raggiro richiesto), ma soprattutto dall’uso illegittimo (contra legem) della procura bancaria ricevuta, che aveva permesso di effettuare movimentazioni sul conto ed incassare per oltre quindici anni i ratei non dovuti (il profitto), anche dopo la morte della beneficiaria diretta della prestazione. In definitiva: “la differenza tra la truffa aggravata e l’appropriazione indebita consiste nell’assunzione di condotte caratterizzate oltre che dal silenzio antidoveroso, anche da false dichiarazioni o dall'uso di atti o documenti falsi”.NOTE
[1] Si richiama la sentenza n. 40260/2017 della Suprema Corte, conforme, a quella in esame. Avv. Laura Buzzerio Iscritta all’Ordine degli Avvocati di Trani e alla Camera dei Giuslavoristi di Trani. Esperta di diritto familiare, si occupa di tutti i rami del diritto, sia in ambito giudiziale che stragiudiziale. Coautrice del progetto giuridico “Il periscopio del diritto”.Ti è piaciuto l'articolo?Lascia un feedback
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