C'è chi controlla il registro elettronico come fosse la Borsa di Wall Street, e chi invece lo apre solo quando arrivano le pagelle, e con la stessa faccia di chi scopre di aver perso tutto in un investimento azzardato.
Nel caso in commento, la vicenda ha dell'incredibile (ma anche del prevedibile, a dire il vero): un alunno di prima media non è stato ammesso alla classe successiva dopo aver collezionato ben cinque insufficienze.
I genitori, indignati, hanno impugnato il provvedimento, sostenendo che la scuola non avesse attivato strumenti di recupero adeguati e che le comunicazioni non fossero state chiare o sufficienti.
Eppure, dalle carte è emerso un dettaglio che fa più male di un 4 in matematica: tutte le segnalazioni erano state regolarmente pubblicate sul registro elettronico.
Solo che… nessuno le aveva lette.
REGISTRO ELETTRONICO CME STRUMENTO DI COMUNICAZIONE SCUOLA FAMIGLIA
Negli ultimi anni, il registro elettronico ha sostituito il vecchio libretto delle giustificazioni e le comunicazioni cartacee. Non si tratta di un servizio accessorio, ma dello strumento ufficiale di dialogo scuola-famiglia, come ribadito da numerose pronunce amministrative.
La giurisprudenza ha chiarito che, se i genitori non consultano il registro, non possono poi lamentare di non essere stati informati. In altre parole: l'onere della scuola è caricare tempestivamente avvisi e note, l'onere della famiglia è leggerli con costanza.
LA DECISIONE DEL TAR UMBRIA
Il Collegio ha respinto il ricorso, osservando che:
- l'alunno aveva riportato insufficienze già dal primo quadrimestre;
- la scuola aveva attivato corsi pomeridiani di recupero, ma la famiglia lo aveva iscritto solo a quello di italiano, ignorando matematica e altre materie critiche;
- i genitori avevano fatto scarso uso dei colloqui con i docenti e non avevano letto con regolarità le annotazioni sul registro elettronico.
CONCLUSIONI
Naturalmente, lo si precisa a scanso di creare equivoci, l'alunno non è stato bocciato perché i genitori non hanno controllato il registro elettronico – sarebbe troppo anche per questa società ipertecnologica – ma per il rendimento scolastico insufficiente.