All'interno di un istituto scolastico, al termine di una lezione, uno studente, dopo una interrogazione, rientra al banco e si accorge della sparizione di una bibita precedentemente acquistata. Dopo aver chiesto ad alta voce chi fosse l'autore della sottrazione, nota due compagni che ridono, e uno dei due indica l'altro come responsabile. La bottiglietta, ormai vuota, viene ritrovata accanto al banco del presunto autore. Lo studente, con spirito goliardico, colpisce leggermente il compagno con la bottiglietta di plastica. Quest'ultimo, però, reagisce in modo violento, sferrando tre pugni – due alla spalla e uno al collo. Nonostante la palese sproporzione tra le condotte, entrambi gli studenti vengono puniti con la medesima sanzione: dieci giorni di sospensione. La misura viene impugnata e la vicenda arriva fino al Consiglio di Stato.
LA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO
Il Consiglio di Stato accoglie il ricorso, rilevando l'illegittimità della sanzione per violazione del principio di proporzionalità. Secondo i giudici, l'istituto scolastico non ha adeguatamente considerato la differente posizione dei due studenti coinvolti: da una parte, un ragazzo che ha subito la sottrazione di un bene e una successiva aggressione; dall'altra, chi ha reagito con violenza a un gesto chiaramente scherzoso. Il giudice amministrativo ribadisce che anche in ambito scolastico la Pubblica Amministrazione è tenuta a valutare in modo complessivo, prudente e ragionevole i fatti, evitando sanzioni indifferenziate e sproporzionate rispetto alla condotta effettiva.
CONCLUSIONI
La pronuncia del Consiglio di Stato rappresenta un importante richiamo al principio di equità nella gestione dei procedimenti disciplinari scolastici. Non è sufficiente individuare genericamente due alunni coinvolti in un episodio: occorre analizzare a fondo il contesto, la dinamica e la gravità delle singole condotte. Solo attraverso una valutazione differenziata e proporzionata si può garantire non solo il rispetto delle regole, ma anche la funzione educativa della sanzione.
Avv. Laura Buzzerio Iscritta all’Ordine degli Avvocati di Trani e alla Camera dei Giuslavoristi di Trani. Esperta di diritto familiare, si occupa di tutti i rami del diritto, sia in ambito giudiziale che stragiudiziale. Coautrice del progetto giuridico “Il periscopio del diritto”.