L'episodio è di quelli, ormai tristemente comuni e noti: un utente pubblica on line un post denigratorio ai danni di un'altra persona, tuttavia, non iscritta al social network in questione.- La vittima viene a conoscenza del post solo in un momento successivo, grazie alla segnalazione di un amico e all'accesso tramite l'account, sul social, della moglie.
Si tratta di ingiuria (offesa diretta) o di diffamazione (offesa in assenza della vittima)?
LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE
La Cassazione con la sentenza n. 20392/2025 ribadisce un principio semplice, ma spesso dimenticato: L'elemento decisivo è la "presenza virtuale": non basta che la vittima potenzialmente possa leggere il post, occorre che effettivamente partecipi e reagisca nella stessa sede comunicativa.
Nel caso concreto, il fatto che la vittima non fosse presente né virtualmente, né contestualmente ed avesse scoperto l'offesa solo dopo, consultando il profilo della moglie, porta la Cassazione a qualificare correttamente la condotta come diffamazione.
Ingiuria (oggi depenalizzata, ma ancora rilevante in sede civile):
- Offesa direttamente rivolta alla vittima.
- La vittima percepisce in tempo reale l'insulto (es. una videochat, una telefonata, una conversazione in diretta).
- Possibilità per la vittima di replicare immediatamente.
Diffamazione (reato):
- Offesa comunicata ad altri in assenza della vittima.
- La persona offesa viene a conoscenza delle parole offensive solo successivamente, senza possibilità di risposta immediata.
CONCLUSIONI
La pronuncia in esame offre alcuni criteri interpretativi:
- Non conta dove si pubblica l'offesa, ma chi la legge e quando;
- Il semplice fatto che un post sia visibile non equivale alla presenza virtuale;
- L'assenza di una reazione immediata della vittima sposta la condotta nel terreno della diffamazione;
- Se l'offesa viene scritta o detta in un contesto dove la vittima è presente e può reagire si tratta di ingiuria.
- Se la vittima è assente e l'offesa è condivisa con altri si configura la diffamazione.
Sui social, salvo rare eccezioni (es. offese in diretta streaming o in videochat), prevale quasi sempre la diffamazione.
Avv. Laura Buzzerio Iscritta all’Ordine degli Avvocati di Trani e alla Camera dei Giuslavoristi di Trani. Esperta di diritto familiare, si occupa di tutti i rami del diritto, sia in ambito giudiziale che stragiudiziale. Coautrice del progetto giuridico “Il periscopio del diritto”.