IL FATTO
Una candidata, dopo aver superato brillantemente la prova preselettiva del concorso pubblico per l'accesso alla qualifica iniziale della carriera prefettizia, partoriva in prossimità della prova orale e, per tale motivo, presentava istanza di differimento della stessa, allegando copiosa documentazione; tuttavia, il Ministero respingeva la richiesta, ritenendo l'evento dichiarato non impeditivo dello svolgimento dell'impegno concorsuale.
Di conseguenza, in condizioni fisiche non perfette, partecipava comunque alla prova orale, ottenendo un punteggio di poco inferiore al minimo, che comportava la sua non ammissione in graduatoria.
Avverso tale risultato, la candidata[1] proponeva ricorso al Tar Lazio.
L'ORDINANZA DEL TAR LAZIO
Il Tar Lazio ha accolto il ricorso ritendendo sproporzionata ed irragionevole la decisione dell'amministrazione di non consentire un differimento della prova della candidata "all'ultima data utile", nonché violativa della normativa a tutela della maternità, che prevede una serie di agevolazioni, tra cui l'astensione obbligatoria, per un determinato periodo di tempo, prima e dopo il parto per la puerpera.
CONCLUSIONI
Il provvedimento - con il quale il Tar, oltre ad accogliere il ricorso, aveva disposto una sessione straordinaria, apposita, per rivalutare la candidata – è assai importante per il riconoscimento, finalmente, delle tutele nei confronti delle donne appena diventate madri, ma anche, e soprattutto, per il parallelismo che viene effettuato tra le situazioni generali di stress (che giustificano l'astensione, obbligatoria, dal lavoro) e quelle, non dissimili, derivanti dalla preparazione di una prova concorsuale.
NOTE
[1] Assistita e difesa dagli avvocati Alessandra e Achille Morcavallo.
Avv. Laura Buzzerio Iscritta all’Ordine degli Avvocati di Trani e alla Camera dei Giuslavoristi di Trani. Esperta di diritto familiare, si occupa di tutti i rami del diritto, sia in ambito giudiziale che stragiudiziale. Coautrice del progetto giuridico “Il periscopio del diritto”.