Quante volte, nel pieno di una discussione animata – magari sotto un post Facebook, tra commenti al vetriolo e repliche sempre più piccate – vi è scappato un sonoro: "fai pace con il cervello"?
Un'espressione colorita, di uso comune, forse poco elegante, che sembra fatta apposta per chiudere (male) un confronto online.
Ebbene, sappiate che la Corte di Cassazione ha deciso di occuparsene seriamente. E, con una pronuncia che farà tirare un sospiro di sollievo a molti utenti dei social, ne ha sostanzialmente "sdoganato" l'utilizzo.
IL FATTO
La vicenda trae origine da un post pubblicato su Facebook, nel quale una donna, aveva scritto, rivolgendosi ad un'altra persona: "fai pace con il cervello".
Il Tribunale di Ferrara aveva ritenuto la frase offensiva, ma non punibile per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), con tanto di condanna al risarcimento del danno in sede civile.- La questione è arrivata così davanti alla Cassazione penale.
LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE
Secondo la Cassazione – che, con la sentenza n. 39717/2025, assolve definitivamente la donna - l'espressione "fai pace con il cervello":
- è di uso comune nel linguaggio quotidiano;
- viene normalmente utilizzata per sottolineare incoerenza, illogicità o confusione nell'altrui ragionamento;
- equivale, in sostanza, a un invito a "mettere ordine nei propri pensieri" o a "ragionare con maggiore coerenza".
In altri termini, si tratta di una manifestazione aspra di dissenso, magari scortese o poco elegante, ma non automaticamente lesiva della reputazione altrui. Risultato: la sentenza viene annullata senza rinvio, perché "il fatto non sussiste".
CONCLUSIONI
Attenzione però: la decisione non è una "licenza ad insultare".
Un conto è l'insulto gratuito, volto a screditare una persona agli occhi di una platea indeterminata; altro conto è una replica polemica, anche ruvida, inserita in un botta e risposta tra utenti, dove il tono acceso è parte del confronto.
Avv. Michelealfredo Chiariello Iscritto all’Ordine degli Avvocati di Trani e presidente della Camera dei Giuslavoristi di Trani. Patrocinante in Cassazione e Giurista Ambientale. Opera in tutti i rami del diritto, sia in ambito giudiziale che stragiudiziale. Collabora con le più importanti piattaforme giuridiche online, oltre ad essere autore di numerosi articoli ivi pubblicati. Ideatore e responsabile dei siti www.avvmichelealfredochiariello.it e www.studiolegalechiariello.it, nonchè ideatore e fondatore del progetto giuridico “Il periscopio del diritto”, di cui è autore e responsabile.