Estate, tempo di concerti e di spettacoli organizzati dai Comuni anche per incentivare il turismo e rimpinguare le casse.
Ma cosa succede se la situazione, sotto il profilo della tollerabilità, va ad incidere sul diritto dei residenti a non subire tali molestie?
E' quanto accaduto nel caso sottoposto alla Cassazione, nel quale un Comune organizzava periodicamente, nel periodo estivo, manifestazioni culturali che si svolgevano in piazza.
Alcuni abitanti, residenti in quella zona, lamentavano che, sia per l'allestimento del palco, che per lo svolgimento degli spettacoli - che si protraevano fino a tarda notte - si verificavano rumori che superavano la normale tollerabilità e che rendevano difficile il soggiorno, pregiudicando il godimento dell'appartamento che costoro avevano destinato a loro residenza estiva.
Per questo motivo, trascinavano in Tribunale il Comune, che, per entrambi i gradi di giudizio, risultava soccombente.
LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE
Anche la Cassazione confermava le sentenze di merito, con i seguenti punti motivazionali:
- Anche in presenza limiti previsti da leggi o regolamenti (nel caso di specie, comunale) gli stessi sono puramente indicativi, in quanto anche immissioni sotto soglia possono considerarsi intollerabili nella situazione concreta, posto che la tollerabilità è da valutarsi tenendo conto dei luoghi, degli orari, delle caratteristiche della zona e dell'abitudine degli abitanti;
- anche un ente pubblico è soggetto all'obbligo di non provocare immissioni rumorose ed "è responsabile dei danni conseguenti alla lesione dei diritti soggettivi dei privati, cagionata da immissioni provenienti da aree pubbliche";
- l'interesse pubblico, sotteso agli spettacoli, non può giustificare il diritto del privato oltre la soglia della normale tollerabilità.