Può un uomo essere costretto a indossare due distinti braccialetti elettronici per fatti di stalking verso due donne diverse? La risposta è sì, e non si tratta di un errore, ma di una perfetta rappresentazione del principio di autonomia delle misure cautelari.
È successo davvero: un uomo, già destinatario di una misura di divieto di avvicinamento, con dispositivo elettronico, nei confronti di una donna, è stato successivamente raggiunto da un secondo provvedimento autonomo per una seconda vittima. Il risultato? Due dispositivi elettronici addosso, ciascuno collegato a una misura cautelare distinta.
PERCHÉ DUE DISPOSITIVI E NON UNO SOLO?
La risposta risiede nella natura autonoma di ciascun procedimento penale e nella centralità della persona offesa. Ogni fatto-reato è giuridicamente autonomo, così come lo è ogni vittima. Le condotte persecutorie possono differenziarsi per modalità, tempi e contesti, e ciò impone che le autorità giudiziarie trattino i procedimenti in modo separato, anche se le misure appaiono formalmente simili.
UN BRACCIALETTO PER CIASCUNA VITTIMA
Il sistema di monitoraggio elettronico mediante braccialetto è progettato per garantire una tutela concreta e personalizzata. Esso viene programmato su misura: luoghi frequentati dalla vittima, orari a rischio, soglie di distanza e percorsi abituali. Quando le vittime sono diverse – e con esse ambienti e abitudini – non è possibile concentrare due esigenze protettive in un unico dispositivo.
Un solo braccialetto non sarebbe in grado di assicurare un controllo efficace e differenziato per due persone che vivono in luoghi diversi o si muovono in contesti non sovrapponibili.
NON UNA FORMA DI GIUSTIZIA AD PERSONAM, MA PER LA PERSONA
Ma oltre agli aspetti pratici, emerge una riflessione più profonda: l'applicazione di due distinti dispositivi segnala visibilmente la pluralità delle vite coinvolte e l'impegno della giustizia a tutelarle singolarmente.
Il braccialetto elettronico, in questo caso, non è solo un mezzo di sorveglianza, ma diventa anche simbolo del dovere dello Stato di proteggere ogni persona offesa nella propria unicità, senza semplificazioni o compromessi.
CONCLUSIONI
Il doppio braccialetto elettronico non è un'anomalia né un eccesso, ma una coerente applicazione dei principi del processo penale, che richiede risposte personalizzate e proporzionate al rischio concreto. Nei reati contro la persona – e soprattutto nei casi di stalking, dove la pericolosità sociale è spesso reiterata – la tutela delle vittime impone l'adozione di misure cautelari distinte, efficaci e individualizzate.
Avv. Michelealfredo Chiariello Iscritto all’Ordine degli Avvocati di Trani e presidente della Camera dei Giuslavoristi di Trani. Patrocinante in Cassazione e Giurista Ambientale. Opera in tutti i rami del diritto, sia in ambito giudiziale che stragiudiziale. Collabora con le più importanti piattaforme giuridiche online, oltre ad essere autore di numerosi articoli ivi pubblicati. Ideatore e responsabile dei siti www.avvmichelealfredochiariello.it e www.studiolegalechiariello.it, nonchè ideatore e fondatore del progetto giuridico “Il periscopio del diritto”, di cui è autore e responsabile.