Ci sono momenti d'estate in cui la spiaggia sembra trasformarsi in un piccolo mondo a parte: le stelle come tetto, la sabbia come tappeto, il fruscio delle onde come colonna sonora. In quell'istante magico, l'idea di piantare una tenda e restare lì per tutta la notte appare quasi poetica: un campeggio improvvisato tra il profumo di salsedine e il luccichio delle luci lontane dei pescherecci.
Peccato che, nella realtà, il "villaggio vacanze fai-da-te" spesso assomigli più a un campo di battaglia al mattino dopo: tende da campeggio, strutture removibili così grandi da doverci pagare l'Imu, resti di cibo, bottiglie di plastica, mozziconi di sigaretta piantati nella sabbia. L'incanto del momento si dissolve e resta la sabbia ferita, la vegetazione schiacciata, l'odore poco romantico di rifiuti dimenticati.
Il tutto senza dimenticare le allegre famigliole che – bontà loro – decidono di allestire delle vere e proprie tavolate, soggiornando dalla mattina a notte fonda, come se fossero nella villa di un amico.
Per questo, le Regioni come Puglia e Sicilia hanno deciso di ribadire che le spiagge non sono campeggi a cielo aperto. E non si tratta di spegnere i sogni: è questione di rispetto, per un patrimonio che appartiene a tutti.
I MOTIVI DEL DIVIETO
Il divieto di montare tende, gazebo, roulotte, camper e simili sulle aree demaniali marittime – e di pernottare fuori dalle aree autorizzate – ha radici molto concrete:
- Tutela ambientale: le spiagge ospitano ecosistemi fragili. I cordoni dunali, per esempio, sono vere e proprie barriere naturali contro l'erosione, ma bastano poche ore di calpestio e peso per danneggiarli irreversibilmente.
- Decoro e sicurezza: tende e strutture improvvisate occupano spazio, ostacolano il passaggio e, in caso di emergenza, rallentano i soccorsi. Per chi ha disabilità motorie, un percorso libero può fare la differenza tra un bagno rilassante e un'odissea.
- Igiene pubblica: più lunga è la permanenza notturna, maggiore è il rischio di abbandonare rifiuti. E la pulizia, inutile dirlo, ricade sulla comunità, con costi e sforzi che potrebbero essere evitati.
FERRAGOSTO: IL BANCO DI PROVA
Il divieto vale sempre, sera e mattina, ma il 14 e 15 agosto le spiagge vivono il loro picco di presenze. Tra picnic, musica e falò autorizzati, l'atmosfera può facilmente degenerare in caos.- Per questo, Polizia Locale, Guardia Costiera e Forze dell'Ordine intensificano i controlli.
Le multe non sono simboliche: possono superare diverse centinaia di euro e, nei casi peggiori, le attrezzature vengono rimosse d'ufficio.
CONCLUSIONE
Il picnic in spiaggia non è vietato: basta farlo con discrezione e rispetto. Una coperta, qualche vivanda, tanta voglia di stare insieme. Quello che invece non serve è trasformare il litorale in un "resort privato" con tende, cucine portatili e luci da sagra. (e non dimentichiamo che anche falò e fuochi non sono autorizzati!)
Avv. Michelealfredo Chiariello Iscritto all’Ordine degli Avvocati di Trani e presidente della Camera dei Giuslavoristi di Trani. Patrocinante in Cassazione e Giurista Ambientale. Opera in tutti i rami del diritto, sia in ambito giudiziale che stragiudiziale. Collabora con le più importanti piattaforme giuridiche online, oltre ad essere autore di numerosi articoli ivi pubblicati. Ideatore e responsabile dei siti www.avvmichelealfredochiariello.it e www.studiolegalechiariello.it, nonchè ideatore e fondatore del progetto giuridico “Il periscopio del diritto”, di cui è autore e responsabile.