La falsa dichiarazione, al momento dell'assunzione, circa l'assenza di condanne penali, giustifica il licenziamento del lavoratore?
LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE
Per la Cassazione : «ll determinarsi di falsi documentali (art. 127, lett. d, d.P.R. n. 3 del 1957) o dichiarazioni non veritiere (art. 75 d.P.R. n. 445 del 2000) in occasione dell'accesso al pubblico impiego è causa di decadenza, per conseguente nullità del contratto, solo allorquando tali infedeltà comportino la carenza di un requisito che avrebbe in ogni caso impedito l'instaurazione del rapporto di lavoro con la P.A..
In tali casi non vi è, infatti, la necessità di aprire alcun procedimento disciplinare, trattandosi di un vizio "genetico", iniziale, del contratto.
Nelle altre ipotesi, invece, le produzioni o dichiarazioni false effettuate in occasione o ai fini dell'assunzione possono comportare il licenziamento solamente all'esito del relativo procedimento disciplinare e a condizione che, valutate tutte le circostanze del caso concreto, la misura risulti proporzionata rispetto alla gravità dei comportamenti tenuti e che l'omissione riguardi dati sicuramente decisivi per l'assunzione[1] (Cass. n. 18699/2019, Cass. n. 2460/2022 e n. 16785/2023).
CONCLUSIONI
In estrema, e semplificata, sintesi:
- Decadenza immediata, senza procedimento disciplinare, se l'omissione riguarda un requisito essenziale per l'assunzione
- Procedimento disciplinare (ed eventuale licenziamento) se l'omissione riguarda dati importanti, ma non rilevanti sulla base di valutazioni oggettive, soggettive e proporzionali per l'accesso ad un pubblico impiego.
In conclusione, nascondere precedenti penali può avere gravi conseguenze legali e professionali, oltre quelli già descritte, come ad esempio difficoltà nell'ottenere una nuova occupazione, in quanto altri datori di lavoro, per tali motivi, potrebbero essere riluttanti all'assunzione, senza dimenticare il pericolo di danneggiare la propria reputazione.
NOTE
[1]Ad esempio se le condanne penali riguardano reati che non impediscono in ogni caso l'accesso al pubblico impiego.
Avv. Laura Buzzerio Iscritta all’Ordine degli Avvocati di Trani e alla Camera dei Giuslavoristi di Trani. Esperta di diritto familiare, si occupa di tutti i rami del diritto, sia in ambito giudiziale che stragiudiziale. Coautrice del progetto giuridico “Il periscopio del diritto”.