Immaginate la scena: una carta di credito smarrita chissà dove, raccolta da qualcuno che decide di metterla subito alla prova. Direzione tabaccheria, sigarette, qualche gratta e vinci, giusto per "verificare se la sorte è benevola".
La cronaca recente riferisce, infatti, di un caso simile, avente come protagonista un quarantenne che utilizzato una carta di credito, non propria, per effettuare pagamenti in tabaccheria contactless per circa 90 euro, finendo denunciato dai Carabinieri.
LE IPOTESI DI REATO
La norma di riferimento è l'articolo 493-ter del Codice Penale, che punisce l'indebito utilizzo e la falsificazione di carte di credito e di pagamento.
La disposizione è chiara: "chiunque, al fine di trarne profitto per sé o per altri, utilizzi indebitamente carte di credito o strumenti analoghi di pagamento, non essendone titolare, è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da 310 a 1.550 euro".
Alcuni profili meritano di essere chiariti:
▪ L'importo è giuridicamente irrilevante Non è necessario che il valore degli acquisti sia elevato. Anche spese di modesta entità sono idonee a integrare il reato, purché ricorra l'elemento soggettivo del dolo, ossia la consapevolezza di utilizzare uno strumento di pagamento altrui per trarne un profitto personale;
▪ Il bene giuridico tutelato va oltre il singolo danno La norma non protegge soltanto il patrimonio del titolare della carta, ma anche – e soprattutto – la fiducia collettiva nei sistemi di pagamento elettronici.
▪ Ricettazione e concorso di reati Se chi rinviene la carta la detiene consapevolmente sapendo che proviene da un fatto illecito, può configurarsi anche il reato di ricettazione (art. 648 c.p.). La giurisprudenza è costante nel ritenere che ricettazione e indebito utilizzo restano fattispecie autonome e possono concorrere fra di loro.
▪ Truffa e ulteriori aggravanti Qualora l'uso della carta sia accompagnato da artifici o raggiri ulteriori – ad esempio nei confronti del commerciante – può aggiungersi anche il reato di truffa ex art. 640 c.p., con un aggravamento complessivo del quadro penale.
CONCLUSIONI
Se trovi una carta di credito smarrita – o peggio, se hai il fondato sospetto che sia provento di un altro reato – non usarla.
Non sfidare – almeno così – la sorte ed il karma.
Avv. Michelealfredo Chiariello Iscritto all’Ordine degli Avvocati di Trani e presidente della Camera dei Giuslavoristi di Trani. Patrocinante in Cassazione e Giurista Ambientale. Opera in tutti i rami del diritto, sia in ambito giudiziale che stragiudiziale. Collabora con le più importanti piattaforme giuridiche online, oltre ad essere autore di numerosi articoli ivi pubblicati. Ideatore e responsabile dei siti www.avvmichelealfredochiariello.it e www.studiolegalechiariello.it, nonchè ideatore e fondatore del progetto giuridico “Il periscopio del diritto”, di cui è autore e responsabile.