Negli ultimi anni, l'attività dell'avvocato si è sempre più intrecciata con l'universo digitale: siti internet, PEC, firme elettroniche, piattaforme telematiche e... link ipertestuali.
Proprio questi ultimi — apparentemente innocui collegamenti cliccabili — sono stati al centro di una recente ordinanza della Cassazione, Sezione Lavoro n. 9464 /2025.
Nel caso sottoposto alla Corte, l'avvocato della parte vincitrice aveva inserito, all'interno dei propri scritti difensivi, una serie di link ipertestuali diretti a materiali giurisprudenziali, dottrinali e normativi, utili a rafforzare le proprie argomentazioni: pertanto, sperava in una liquidazione superiore delle spese processuali.
Il giudice di merito, viceversa, nel determinarle aveva riconosciuto un compenso parametrato esclusivamente all'attività difensiva tradizionale, senza considerare lo sforzo aggiuntivo (tecnico e contenutistico) legato alla costruzione degli ipertesti.
Da qui il ricorso per Cassazione.
LA DECISIONE DELLA CASSAZIONE
La Corte di Cassazione ha chiarito che usare strumenti informatici o inserire link negli atti difensivi non significa, automaticamente, per l'avvocato, avere diritto a un compenso più alto.
In altre parole: non è sufficiente che l'atto contenga dei collegamenti ipertestuali perché il giudice debba aumentare le spese: non è una regola fissa ed obbligatoria.
Al contrario, spetta al giudice di merito un potere discrezionale — non sindacabile in sede di legittimità, se non nei limiti del controllo sulla motivazione — valutare se e in che misura i link inseriti abbiano effettivamente contribuito a migliorare l'utilità, la chiarezza e l'efficacia dell'atto difensivo, facilitando l'attività decisionale.
CONCLUSIONI
Il messaggio è chiaro: non è il link in sé che fa aumentare il compenso, ma il valore aggiunto che quel link porta all'atto difensivo. Bisogna dimostrare che dietro ci sia un lavoro concreto, utile e pensato per aiutare davvero il giudice a decidere meglio.
Avv. Laura Buzzerio Iscritta all’Ordine degli Avvocati di Trani e alla Camera dei Giuslavoristi di Trani. Esperta di diritto familiare, si occupa di tutti i rami del diritto, sia in ambito giudiziale che stragiudiziale. Coautrice del progetto giuridico “Il periscopio del diritto”.