Cassazione: affidamento figli, prevale l'interesse concreto
La Suprema Corte censura l'approccio astratto della Corte d'Appello sull'affidamento dei figli, ribadendo la centralità dell'interesse concreto del minore e della bigenitorialità.

Cassazione: affidamento figli, prevale l'interesse concreto del minore
La Cassazione civile (Sentenza n. 6078 del 17 marzo 2026) ha riaffermato l'interesse morale e materiale dei figli minori e il principio di bigenitorialità. La Suprema Corte ha cassato l'ordinanza della Corte d'Appello di Bologna che aveva modificato i provvedimenti su affidamento e collocamento dei gemelli nel contesto di una separazione. La decisione sottolinea la necessità di un'analisi concreta delle dinamiche familiari, superando approcci giudiziari basati su criteri astratti, come la sola 'tenera età' dei figli, per garantire il loro migliore sviluppo e la continuità dei rapporti con entrambi i genitori.
Iter giudiziario: dalla parità all'affidamento prevalente contestato
La controversia di separazione ha avuto inizio con il Tribunale di Parma che disponeva affidamento condiviso dei figli con tempi paritari e residenza nella casa familiare. La decisione è stata impugnata. La Corte d'Appello di Bologna (29 ottobre 2024) ha poi modificato i provvedimenti: assegnando la casa familiare alla madre e stabilendo il collocamento prevalente dei minori presso di lei. La frequentazione del padre è stata quindi limitata (due pomeriggi/settimana e weekend alternati), con assegno di mantenimento di €200 per figlio, più 50% spese straordinarie.
La censura della Cassazione: interesse reale del minore, non criteri astratti
Il padre ha impugnato in Cassazione la decisione della Corte d'Appello, contestando l'uso del criterio astratto della 'tenera età' (i figli avevano 8 anni) per il collocamento prevalente, in contrasto con la bigenitorialità e le reali modalità di cura. La Cassazione ha accolto il ricorso, ribadendo che l'esclusivo interesse del minore richiede un 'giudizio prognostico concreto' sulla capacità genitoriale, basato su ruoli e relazioni affettive. Il principio è: affidamento e collocamento devono rispondere a una valutazione *in concreto*, senza limitare grandemente il rapporto genitore-figlio per criteri astratti non misurati con la specifica realtà familiare e l'età. Decisione cassata con rinvio alla Corte d'Appello.