CGUE: norme ISO tabacco devono essere liberamente accessibili
La Corte di Giustizia UE stabilisce che le norme ISO sulle emissioni del tabacco, richiamate dalla Direttiva 2014/40/UE, devono essere accessibili in modo generale, effettivo e gratuito. Un passo cruciale per la trasparenza e la tutela della salute.
CGUE: accesso libero a norme ISO su emissioni tabacco, ma con un limite
La Corte di Giustizia dell'Unione Europea, con la sentenza C‑155/24 del 21 aprile 2026, ha chiarito l'accessibilità delle norme ISO relative alla misurazione delle emissioni di catrame, nicotina e monossido di carbonio nelle sigarette, richiamate dalla Direttiva 2014/40/UE. La Corte ha statuito che tali norme devono essere "liberamente accessibili" al pubblico, garantendo un regime generale, effettivo, gratuito e non discriminatorio. Tuttavia, ha anche precisato che i singoli che hanno già avuto accesso al loro contenuto autentico non possono invocare la mancata pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale UE per richiedere l'uso di metodi di misurazione alternativi. Un bilanciamento importante per trasparenza e tutela della salute pubblica.
Obbligo di trasparenza per lo stato di diritto e la salute pubblica
L'interpretazione dell'articolo 4, paragrafo 1, della Direttiva 2014/40/UE rende obbligatorie per l'industria le norme ISO 4387, 10315, 8454 e 8243. La Corte ha esteso l'opponibilità di tali norme anche ai singoli che, come la "Stichting Rookpreventie Jeugd", tutelano interessi connessi alla salute umana. Per questo, l'accesso a tali norme deve essere garantito. Il requisito di un accesso "generale, effettivo, gratuito e non discriminatorio" è ritenuto fondamentale per il principio dello Stato di diritto (Art. 2 TUE) e la certezza del diritto. L'Unione è tenuta a sostenere i costi per assicurare questo diritto, con l'interesse pubblico prevalente su eventuali diritti di proprietà intellettuale, garantendo così il controllo civico sulla conformità normativa.
Contenzioso olandese e duplice obiettivo della Direttiva UE
Il caso è scaturito da una contestazione nei Paesi Bassi della "Stichting Rookpreventie Jeugd" sui metodi di misurazione ISO, ritenuti inadeguati a riflettere l'uso reale delle sigarette (es. ostruzione dei filtri), suggerendo il metodo "Canadian Intense". La Fondazione si opponeva a industrie del tabacco (Philip Morris) e autorità nazionali. La Corte, però, ha stabilito che l'accesso delle parti alle norme ISO (anche tramite versioni nazionali NEN-ISO) precludeva la contestazione basata sulla mancata pubblicazione in GUUE. La sentenza riafferma il duplice obiettivo della Direttiva 2014/40/UE: assicurare un mercato interno efficiente e un'elevata protezione della salute umana, specialmente per i giovani. Un chiarimento rilevante per la conformità normativa e la protezione dei consumatori nel settore.