Pubblicità Gioco: Incostituzionale Sanzione Minima 50.000 Euro
La Consulta dichiara incostituzionale la sanzione minima di 50.000 euro per la pubblicità di giochi e scommesse, perché sproporzionata e rigida.
Sanzioni Pubblicità Gioco: La Consulta Interviene
Con la sentenza n. 172 del 20 ottobre 2026, la Corte Costituzionale ha dichiarato l'incostituzionalità dell'art. 9, comma 2, del d.l. 87/2018, meglio noto come "Decreto Dignità". La pronuncia censura la parte della norma che imponeva una sanzione minima fissa di 50.000 euro per la violazione del divieto di pubblicità relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, inclusi i giochi d'azzardo. Questa decisione rappresenta un significativo intervento nel bilanciamento tra la repressione delle condotte illecite e il principio di proporzionalità delle sanzioni amministrative.
Il Decreto Dignità e la Rigidità della Sanzione
La disposizione impugnata stabiliva che, per ogni singola violazione del divieto di pubblicità di giochi e scommesse, l'importo della sanzione non potesse in alcun caso essere inferiore a 50.000 euro. La Corte Costituzionale ha ritenuto questa rigidità eccessiva e non conforme ai principi costituzionali. In particolare, la Consulta ha evidenziato come la norma non consentisse di valutare elementi fondamentali quali la gravità effettiva della violazione, l'opera svolta dall'agente per l'eliminazione o attenuazione delle conseguenze, la sua personalità e le sue condizioni economiche. L'assenza di un margine di discrezionalità nell'applicazione della sanzione rendeva la norma potenzialmente sproporzionata e ingiusta, soprattutto in situazioni di minore impatto o per soggetti in difficoltà economica.
Principio di Proporzionalità: Un Faro per le Sanzioni
La sentenza della Corte Costituzionale riafferma l'importanza del principio di proporzionalità, un caposaldo del nostro ordinamento giuridico, che impone che le sanzioni, anche quelle di natura amministrativa, siano sempre calibrate in base alla condotta specifica e al contesto in cui si manifestano. La Consulta ha indicato la necessità di una modifica legislativa che permetta di applicare un importo minore "in caso di manifesta sproporzione rispetto alla gravità della violazione, all'opera svolta dall'agente per l'eliminazione o attenuazione delle conseguenze della violazione, nonché alla personalità dello stesso e alle sue condizioni economiche". Questa pronuncia costituisce un precedente rilevante, garantendo una maggiore flessibilità e giustizia nell'applicazione delle sanzioni in materia di pubblicità dei giochi.