Spoglie vittime omicidio: nuove regole e diritti familiari
Approvata la legge che impedisce a coniugi, conviventi o parenti indagati per gravi reati contro la vittima di disporre delle spoglie. Novità per il Codice Penale e la polizia mortuaria.
Italia, nuova Legge: chi uccide non deciderà sulle spoglie
Il Parlamento italiano ha dato il via libera a una legge di grande rilevanza etica e giuridica, promulgata il 9 marzo 2026 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.69 del 24 marzo 2026. La normativa introduce importanti modifiche al Codice Penale e al regolamento di polizia mortuaria (DPR n. 285/1990), con un obiettivo chiaro: impedire a chi si è macchiato di gravi delitti, come l'omicidio, contro il proprio coniuge, partner di unione civile, convivente o parente prossimo, di esercitare diritti e facoltà sulla disposizione delle spoglie mortali della vittima. Una misura attesa, volta a tutelare la memoria delle vittime e a evitare ulteriori affronti ai familiari non coinvolti.
Art. 585-bis: la decadenza dai diritti sulle salme
Il cuore della riforma è l'introduzione dell'articolo 585-bis nel Codice Penale, che stabilisce una nuova pena accessoria. La condanna (anche tramite patteggiamento) per reati gravissimi come maltrattamenti aggravati dalla morte, omicidio (anche infanticidio o preterintenzionale), omicidio del consenziente, istigazione o aiuto al suicidio con esito mortale, o abbandono di incapace con esito mortale, commessi a danno del coniuge, parte dell'unione civile o parente prossimo, comporta la decadenza da ogni diritto e facoltà sulla disposizione delle spoglie. Questa estensione si applica anche al convivente di fatto e ad altre persone legate da relazione affettiva, qualora avessero specifici poteri in tal senso, rafforzando la tutela per le vittime di violenza domestica e familiare.
Preclusioni e divieto di cremazione per indagati
L'articolo 2 della legge prevede che entro sei mesi venga modificato il regolamento di polizia mortuaria. I principi guida stabiliscono che, dal momento dell'iscrizione nel registro degli indagati fino alla sentenza di assoluzione definitiva, coniugi, partner, conviventi o parenti prossimi, indagati o imputati per i delitti elencati, non potranno esercitare alcun diritto o facoltà in merito a tumulazione, inumazione o cremazione del cadavere. Viene inoltre introdotto un divieto di cremazione per la salma della vittima se è in corso un procedimento penale relativo a tali reati, divieto che persiste fino al passaggio in giudicato della sentenza o, in caso di archiviazione, per tre anni, salvo diversa disposizione del GIP. Se l'indagato è l'unico avente diritto e nessuno richiede la salma, sarà il pubblico ministero a disporne la destinazione.